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Cerchio di Sostegno

Accogliamo con immenso piacere l’invito per Sabato 22 settembre alle ore 11, presso il Centro yoga “Essere in Armonia”, via Albenga n.39, fermata Metro A Furio Camillo, Roma.
L’incontro è libero , non è richiesta nessuna preparazione . Saremo coccolati e immersi in un’atmosfera rilassante e positiva, con l’occasione sarà anche possibile conoscerci, informarsi , condividere emozioni e sostenere la ns Associazione.
Cogliamo l’occasione per ringraziare Patrizia Fazio per la sua grande e generosa anima .
Vi aspettiamo !!!

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Ass Parkinson PARTHENOPE- Napoli

Si è svolto oggi il Primo Pranzo di Beneficenza “Pranziamo con Parki”, organizzato dalla giovane ed intraprendente Emanuela Olivieri, Presidente della PGR Onlus (Parkinson Giovanile Roma), il cui ricavato sarà devoluto alla ricerca sulla Malattia di Parkinson. Emanuela, insieme al marito e ai membri dell’Associazione hanno saputo accoglierci con così tanto affetto da farci sentire subito come una grande famiglia.

La giornata è iniziata con l’intervento dello stimato Neurologo Prof. Antonio Pisani Presidente del Comitato Scientifico che ha parlato dell’importanza dell’Associazionismo, è poi intervenuto l’Osteopata Gabriele D’Anna che ci ha illustrato i molteplici ed interessanti benefici del “trattamento osteopatico”. Lo scrittore Mario Vegliante, attraverso la lettura del suo libro “La mia vita e Mr Park” ha dato spunti di riflessione su questa patologia ancora tanto sconosciuta.

Il Vice Presidente del Comitato Italiano Associazioni Parkinson Giulio Maldacea, mettendo in evidenza una maggiore partecipazioni dei caregiver di sesso femminile agli eventi, ha voluto ringraziare i mariti presenti al pranzo. E così, tra chiacchiere e scambi di idee, siamo stati allietati dalle ottime specialità gastronomiche e dalle condizioni meteo che sembra ci abbiamo voluto regalare una giornata senza pioggia.

Ma la cosa che mi ha emozionato di più è stato il sorriso sereno di Emanuela, in cui ho visto la sua forza ed il suo coraggio, e soprattutto la sua consapevolezza di essere supportata da una grande squadra.

Ass. Parkinson PARTHENOPE

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BELFOR ITALIA SRL SOSTIENE PGR ONLUS

Il Presidente Emanuela Olivieri e i Soci tutti, ringraziano di cuore Belfor Italia Srl, nella persona del Suo  A.D. Ing.Filippo Emanuelli per aver scelto di sostenere l’Ass. Parkinson Giovanile Roma Onlus.
Belfor è un’ azienda multinazionale leader nel settore della gestione dell’emergenza di  grandi e piccoli sinistri e di eventi catastrofali.
E’ presente in tutto il mondo e i suoi tecnici specializzati sono operativi h24, svolgendo attività di salvataggio, bonifica e ricostruzione.
E’ un’ azienda sensibile al tema della solidarietà, sempre pronta a sostenere attività benefiche.

GRAZIE BELFOR ITALIA SRL

HAI il Parkinson non SEI il Parkinson

Inizia tutto con una mano, anzi,  con la MIA mano. Da un giorno all’altro la mia mano ha iniziato ad irrigidirsi, a non essere più sincronica e collaborativa con l’ altra; fino a non muoversi quasi più se non per piegarsi verso il torace alla Napoleone Bonaparte. Allora inizia un giro di visite, un carosello di medici con varie specializzazioni che danno diagnosi diverse l’uno dall’altro. Fai questo viaggio un po’ infastidita ma certa che non sarà nulla di serio. Finché  arrivi alla fine fel viaggio, ma non trovi striscioni in festa o omaggi di benvenuto. Trovi un verdetto , più che una diagnosi, che ti destabilizzae ti sconvolge: PARKINSON! Allora inizi a pensare che non è così,  che si sono sbagliati. Ti ripeti che non può essere, che è una patologia legata all’età senile. Ma poi ti accorgi che no, i medici non si sono sbagliati e che  la tua patologia inizia ad arrivare anticipatamente all’età senile. Ed entri in un tunnel che sembra non avere  vie d’uscita. Perché proprio a me? Perché io? Che male ho fatto x meritarmelo? Passano i mesi ed acquisti consapevolezza,  inizi a togliere il perché e la frase si riduce in “proprio a me”. E allora capisci che sarai proprio tu a trovare la via d’uscita del tunnel e una volta uscita ti accorgi che si, i blocchi o i tremori aumentano,  che non ruesci più a fare in tempi brevi quello che una volta era automatico e veloce. Ma al tempo stesso ti rendi conto di una grande verità: gli arti sono bloccati, ma la mente no. La mano trema, ma il cuire è ben saldo e soprattutto,  come compensazione,  il corpo è più debole,  ma il tuo essere è più forte, molto più forte di prima. E qui capisci una grande verità : Tu HAI il parkinson,  ma non SEI il parkinson. Cambia la condizione,  non l’essenza. Così inizi a contate anche ciò che questa condizione ti ha dato. Ti guardi intorno e vedi i nuovi meragliosi amici che ha portato nella tua vita e le splendide persone che ti ha permesso di conoscere e che con un’attenzione  che va ben oltte la professionalità, condividono i tuoi stati d’animo, e ti sostengono . Concludo proprio con un ringraziamento a queste persone e con un augurio di buona consapevolezza a tutti noi. Continua a leggere

Anche questa settimana niente bicicletta

parkinson giovanile roma

E pensare che fino a tutto ottobre non è passata giornate senza facessi almeno una ventina di chilometri! L’estate ormai sembra così lontana e quanto mi manca, con le giornate luminose, interminabili e calde! Stare in sella e riprendere il controllo di muscoli delle gambe e dell’equilibrio è stata quasi una conquista. Ad un certo punto quasi come imparare di nuovo. Come il piacere di fare yoga per allentare la fatica e distendere i muscoli della schiena. Tornare a stare dritti. In piedi con la testa in alto. Camminare a passo disteso. Pedalare meglio di camminare e camminare meglio grazie alle pedalate.

E dopo un’estate caldissima, il freddo atteso ma improvviso, rigido come le mie braccia. Le giornate corte come i mie passi. Il tempo incerto come le mani che faticano a toccare le lettere bianche della tastiera. Il cielo grigio e pesante come il mio umore e il mio viso che fatica a sorridere.

Cosa mi succede? Come lo spiego a mia moglie che mi vede cambiare così in fretta? Ai miei figli per i quali devo comunque essere un riferimento certo. Come faccio a dire che mi sento tradito, incerto, fragile, vulnerabile. Che mai mi sarei immaginato che nella vita mi sarebbe successo anche questo?

Il PK mi ha rubato venti, forse trent’anni di vita: avere 50 anni e muovermi come se ne avessi settanta. Non sentirmi più in grado di confrontarmi con le persone, e avere una voce che diventa flebile e si incrina, con cui non è possibile affermare certezze ma solo dubbi. Sentirmi trasformato, tradito dal mio stesso corpo, che mi dava certezze e in cui mi riconoscevo. Non poter fare più affidamento sulle mie forze per portare a termine le iniziative.

Al tempo stesso una nuova vita, nuove esigenze, nuove relazioni, nuovi colleghi. Tentare di rimettersi in gioco. Giocarsi tutto con un nuovo posto di lavoro e nuovi colleghi in un posto inesplorato e inizialmente ostile. Scoprire che comunque c’è chi ha aspettative su di te. Chi conta su te per fare fronte i propri problemi e che nonostante tutto puoi essere ancora migliore di tanti intorno a te.

Scoprire che alcuni ti amano come sei, riconoscere chi ti accetta e chi ha pregiudizi.